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CULTURA
To be continued...
4 dicembre 2009



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CULTURA
Pro missa antiqua
26 ottobre 2009
Per quanto io poco mi possa fregiare del titolo di "combattente per la fede", stasera voglio prendermi il classico "riposo del guerriero". Ho un post polemico pronto in mente, ma sinceramente sono troppo stanco per queste cose. Eccovi qui, per il mio e vostro relax, degli ottimi video riguardanti la messa vetus ordo, "in latino" per capirsi. Godeteveli.







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SOCIETA'
Il martirio di Caracciolo (e della libertà di pensiero)
23 ottobre 2009
In questi tempi in cui si parla tanto di libertà di pensiero, di opinione, di espressione, di vestire, di andare, di tutto... spesso per propositi diciamo poco nobili e con un concetto deforme della stessa libertà, ecco come viene ridotto chi prova ad avere una semplice opinione. Martirio in diretta, buona visione.


Autodifesa di Caracciolo (dal suo blog)

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SOCIETA'
Negazionismo del negazionismo
22 ottobre 2009
Relativamente alla notizia qui sotto riportata, mi chiedo: ma se davvero si vuole contestare questi professori, ma perché non si apre un dibattito storico? Perché si fanno leggi penali, si minaccia espulsioni, si procede con la censura, invece che verificare questo argomento con i normali metodi storiografici?

Il vero negazionismo sembra essere, paradossalmente, quello del negazionismo stesso...

ROMA - "Ringrazio il sindaco per la sollecitudine in questa circostanza. Ci stiamo attivando per valutare un provvedimento disciplinare nei confronti di Antonio  Caracciolo". Così il rettore dell'università La Sapienza di Roma Luigi Frati, ha commentato le dichiarazioni del Sindaco di Roma Gianni Alemanno, il quale ha annunciato che chiederà accertamenti, assieme al rettore, sulle dichiarazioni riferite dal quotidiano La Repubblica del professore negazionista. Il sindaco ha chiesto "la sospensione" di Caracciolo qualora le dichiarazioni venissero confermate. Il ricercatore di filosofia del diritto avrebbe definito l'olocausto "una leggenda"

"Il professore Antonio Caracciolo farebbe bene ad andare a Dachau, dove io sono stato all'età di 16 anni, oppure, se non può recarsi all'estero, dovrebbe visitare almeno le Fosse Ardeatine", ha detto il rettore.

"Mi sento in una botte di ferro, io sono un ricercatore e ho l'obbligo e il diritto di ricerca. L'attacco che mi è stato lanciato proviene dai miei avversari di "Informazione corretta", un gruppo sionista il quale ritiene che a prescindere da tutto bisogna sempre essere favorevoli a Israele". Così il ricercatore di Filosofia del diritto della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Roma La Sapienza, Antonio Caracciolo, commenta le polemiche scatenate dalle sue dichiarazioni sull'Olocausto giudicato come "una leggenda". Caracciolo ha detto di essere "da sempre a disposizione degli studenti. Loro sono liberi di venire da me perché l'autorità di un professore si basa sulla fiducia che ha, nei suoi confronti, lo studente stesso".

(Fonte)

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arte
Ipazia, difesa preventiva
20 ottobre 2009
Dato che oggi vanno di moda i Dan Brown...

Poiché  non pochi lettori mi avvisano dell’appello in circolazione circa un film su Ipazia, l’intellettuale pagana trucidata da un gruppo di cristiani verso  il 415, ecco come andò la cosa (mi sono consultato, per vostra sicurezza, con Vittorio Messori). Racconta Eusebio di Cesarea che Ipazia non fu uccisa per ordine di s. Cirillo di Alessandria né per motivi religiosi bensì politici. I linciatori erano alcuni eretici «parabolani», cristiani fanatici che avevano mutuato il nome dai gladiatori che affrontavano i leoni (prima che Teodosio abolisse tali spettacoli nel circo). Disprezzavano la vita e, volendo morire al più presto per Cristo (secondo loro), si consacravano con giuramento ad assistere gli appestati e i malati di malattie infettive. Cirillo cercava di tenerli a bada ma a un certo punto scoppiò un dissidio politico tra lui e il prefetto di Alessandria, Oreste. Costui era sospettato di paganesimo e così i parabolani (cui si aggiunse qualche monaco fuori controllo) se la presero con Ipazia, che di Oreste era la favorita. Si aggiunga l’astio tutto egiziano per Bisanzio, di cui Oreste era rappresentante. Un astio che giocò il suo ruolo quando arrivarono gli arabi, i quali furono accolti in Egitto praticamente con gaudio per odio antibizantino (Costantinopoli aveva la mano pesante soprattutto con le tasse). Cirillo seppe del linciaggio a cose fatte.

(Fonte)
CULTURA
La Comunione spirituale
17 ottobre 2009


LA COMUNIONE SPIRITUALE di Mons. De Guiberges, già Vescovo di Valence

«Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io entrerò da lui e farò un banchetto con lui, ed egli con me». (Apoc., III, 20).

Non sarebbero completi questi trattenimenti sulla comunione, se non parlassimo della comunione spirituale. Infatti il Catechismo del Concilio di Trento, detto Catechismo romano, perchè è il formulario della dottrina romana, si esprime così: «Bisogna che i pastori di anime insegnino che non vi è solo una maniera per ricevere i frutti ammirabili dei sacramento dell'Eucaristia, ma ve ne sono due: la comunione sacramentale e la comunione spirituale». La comunione spirituale è poco conosciuta e poco praticata, eppure è una sorgente speciale e incomparabile di grazie: «Essa è per se stessa, dice il P. Faber, una delle più grandi potenze della terra». - «Per mezzo di essa, scrive S. Leonardo da Portomaurizio, molte anime arrivarono a gran perfezione». Per trarre da questo inestimabile tesoro tutte le ricchezze che racchiude, bisogna sapere
1° in che cosa consiste la comunione spirituale,
2° quali grazie racchiude,
3° in che modo pratico si può fare.

* * * In che consiste la comunione spirituale? Essa è anzitutto una comunione; lo afferma il Concilio di Trento. E dunque una partecipazione reale alle grazie dell'Eucaristia, benché distinta dalla partecipazione sacramentale propriamente detta. Dopo di aver visto quali grazie scendono dall'Eucaristia nelle anime, non basta, per stimare la comunione spirituale, sapere che ci comunica veramente una parte considerevole di quei benefizi? Diremo ora in quale misura e fin dove questo si estenda. Questa comunione non si fa esteriormente, come la comunione sacramentale, ma spiritualmente, cioè internamente e mentalmente, senz'alcun atto materiale e corporale: spiritualmente, cioè soprannaturalmente e divinamente. Si chiama pure comunione interiore, comunione del cuore, comunione invisibile e mistica; perchè ci unisce a Gesù in modo misterioso e nascosto, senz'alcun segno visibile come nella comunione sacramentale. Si chiama finalmente comunione virtuale, perchè ha la virtù di farci partecipare ai frutti dell'Eucaristia. Che cosa si deve fare per comunicarsi spiritualmente? Basterà fare degli atti di fede e di amore verso Gesù presente nell'Eucaristia? No. Bisogna formulare espressamente il desiderio di comunicarsi: e perchè questo desiderio sia sincero, bisogna, essere disposto a comunicarsi sacramentalmente, se fosse possibile. Del resto un semplice desiderio, se è vero e profondo, per quanto breve e rapido, basta a costituire la comunione spirituale. Evidentemente quanto più il desiderio sarà prolungato, tanto più la comunione sarà fruttuosa; ma con un semplice slancio del cuore verso Gesù nell'Eucaristia si fa la comunione spirituale, si partecipa alle grazie della comunione sacramentale. Ecco come questo avviene: Nostro Signore è nell'Eucaristia per noi; il suo desiderio di venire in noi, di essere tutto nostro, di possederci, di vivere in noi, è vivissimo ed Egli non domanda che di poterlo soddisfare. «Io ardo di desiderio di darmi a te, diceva Gesù alla Ven. Giovanna Maria della Croce, e quanto più mi do, tanto più desidero di darmi nuovamente. Io sono, dopo ciascuna delle tue comunioni, come il pellegrino divorato dalla sete, al quale si dà una goccia d'acqua e dopo è più assetato ancora. Così io desidero continuamente di darmi a te». Gesù rivolge queste medesime parole a ciascuno di voi. Gesù vorrebbe venire ogni giorno nel vostro cuore con la comunione sacramentale, ma non gli basta ancora: vorrebbe venire in voi continuamente. Questo desiderio divino si compie con la comunione spirituale. «Tutte le volte che tu mi desideri, diceva Gesù a Santa Metilde, tu mi attiri in te. Un desiderio, un sospiro, basta per mettermi in tuo possesso.» Nostro Signore spesso rivelò ad anime sante e in maniere diverse, il desiderio ardente che ha di unirsi a noi. A S. Margherita Maria diceva: «Il tuo desiderio di ricevermi ha toccato così dolcemente il mio cuore, che se non avessi istituito questo Sacramento, lo avrei fatto in questo momento, per unirmi a te».

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SOCIETA'
Oremus
15 ottobre 2009

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SOCIETA'
Omodottrina
14 ottobre 2009
Come siamo:

(ASCA) - Viareggio (Lu), 14 ott - Nella proposta di legge contro l'omofobia, bocciata ieri, ''che ci siano degli aspetti di incostituzionalita' mi pare evidente''.

Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli, rispondendo a una domanda dei giornalisti a Viareggio, dove il ministro ha incontrato, insieme al sindaco Luca Lunardini, i comitati delle vittime del disastro ferroviario del giugno scorso.

Questo, spiega Matteoli, ''perche' sono del parere che qualsiasi siano le abitudini sessuali, una persona merita lo stesso rispetto, gli stessi diritti, gli stessi doveri, non c'e' nessuna differenza. Quel testo di legge, invece, avrebbe potuto comportare una differenza e questo mi sembra incostituzionale''.

(Leggi tutto)

Come veniamo bacchettati:

La bocciatura della proposta di legge sull'omofobia -- che inaspriva le pene per le aggressioni agli omosessuali -- è un "passo indietro" per l'Italia nella difesa dei diritti dei gay.

Lo ha detto oggi a Bruxelles l'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Navi Pillay, aggiungendo che "è necessaria ovunque la piena protezione".

"L'omosessualità e gli omosessuali vengono criminalizzati in alcuni Paesi, ma non possiamo ignorare che i gruppi minoritari, e tra loro gli omosessuali, sono soggetti non solo a violenza, ma a discriminazioni in diversi aspetti della loro vita", ha continuato Pillay rispondendo ad una domanda sull'Italia nel corso di una conferenza stampa.

(Leggi tutto)

Come dobbiamo diventare:

Il matrimonio gay s'ha da fare!

Scritto mar, 13 ott 2009 18:14 CEST da Canalella su www.funweek.it in Funweek Blog

Vuoi chiedere la mano alla tua dolce metà?

Perché non farlo durante un concerto, magari della tua cantante preferita?

 A fare da madrina al romantico annuncio è stata la cantante statunitense Mariah Carey sabato scorso, durante un suo spettacolo a Las Vegas.

Mariah ha fatto salire sul palco una coppia di ragazzi vestiti in jeans e maglietta.
Fin qui niente di particolarmente strano, senonchè uno dei due ha preso il microfono per chiedere "in sposo" il suo compagno.

La proposta di matrimonio è stata originale non solo per il luogo dove si è svolta, ma anche per i due protagonisti coinvolti: due ragazzi omosessuali che hanno dichiarato il loro amore al grande pubblico.

In questa dichiarazione non è mancata nemmeno la richiesta della mano del futuro sposo in ginocchio porgendo un anello di caramella rosa, seguendo lo stile del marito di Mariah Carey, Nick Cannon. [...]

La verità:

Come si costruiscono certe campagne: Omofobia
Omofobia: procura di Firenze su pestaggio gay in citta'
Per investigatori non e' stata aggressione premeditata

(ANSA) - FIRENZE, 14 SET - Il pestaggio del ragazzo gay a Firenze non e' stata un'aggressione omofoba premeditata. Lo ha detto il procuratore del capoluogo toscano. Secondo gli investigatori ''Non e' stata una spedizione punitiva''. Per l'aggressione, avvenuta in una piazza del centro nella notte fra il 9 e il 10 settembre, la squadra mobile ha arrestato ieri un artigiano di 32 anni. Il pestaggio sarebbe avvenuto dopo una lite scoppiata in un locale gay, dove i tre erano entrati insieme.

..ovviamente nessuno riporterà questa notizia, ma sicuramente continueranno le manifestazioni contro le manifestazioni 'omofobe'. Aggiungo anche che tutti gli altri recenti casi si erano 'sgonfiati' allo stesso modo tra la disattenzione generale. Come uscire da questo stato di cose?

Pellegrino



Pubblichiamo la sua preziosa informazione: il picchiatore era gay come il picchiato. Che altro possiamo fare?

(Fonte)



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letteratura
Dominus Deus Sabaoth
13 ottobre 2009


Volevo postare uno dei soliti post polemici... ma ho letto prima la S. Scrittura... come si può resistere a cotanta Bellezza?

Il Signore è la mia roccia,
la mia fortezza, il mio liberatore,

[3] il mio Dio, la mia rupe in cui mi rifugio,
il mio scudo, la mia salvezza, il mio riparo!
Sei la mia roccaforte che mi salva:
tu mi salvi dalla violenza.

[4] Invoco il Signore, degno di ogni lode,
e sono liberato dai miei nemici.

[5] Mi circondavano i flutti della morte,
mi atterrivano torrenti esiziali.

[6] Mi avviluppavano le funi degli inferi;
mi stavano davanti i lacci della morte.

[7] Nell'angoscia ho invocato il Signore,
ho gridato al mio Dio,

Egli ha ascoltato dal suo tempio la mia voce;
il mio grido è giunto ai suoi orecchi.

[8] Si scosse la terra e sobbalzò;
tremarono le fondamenta del cielo;

si scossero, perché egli si era irritato.

[9] Fumo salì dalle sue narici;
dalla sua bocca uscì un fuoco divoratore;
carboni accesi partirono da lui.

[10] Egli piegò i cieli e discese;
una nube oscura era sotto i suoi piedi.

[11] Cavalcò un cherubino e volò;
si librò sulle ali del vento.

[12] Si avvolse di tenebra tutto intorno;
acque scure e dense nubi erano la sua tenda.

[13] Per lo splendore che lo precedeva
arsero carboni infuocati.

[14] Il Signore tuonò nei cieli,
l'Altissimo emise la sua voce.

[15] Scagliò frecce e li disperse;
vibrò folgori e li mise in fuga.

[16] Apparvero le profondità marine;
si scoprirono le basi del mondo,
come effetto della tua minaccia, Signore,
del soffio violento della tua ira.

[17] Dall'alto stese la mano e mi prese;
mi fece uscire dalle grandi acque.

[18] Mi liberò dai miei robusti avversari,
dai miei nemici più forti di me.


[19] Mi affrontarono nel giorno della mia rovina,
ma il Signore fu il mio sostegno.

[20] Egli mi trasse al largo;
mi liberò, perché oggetto della sua benevolenza.

[21] Il Signore mi ricompensò secondo la mia
giustizia,
mi trattò secondo la purità delle mie mani.

[22] Perché mi sono mantenuto nelle vie del Signore,
non sono stato empio, lontano dal mio Dio,

[23] perché tutti i suoi decreti mi sono dinanzi
e non ho allontanato da me le sue leggi.

[24] Sono stato irreprensibile nei suoi riguardi;
mi sono guardato dall'iniquità.

[25] Il Signore mi trattò secondo la mia giustizia,
secondo la purità delle mie mani alla sua presenza.

[26] Con il pio ti mostri pio,
con il prode ti mostri integro;

[27] con il puro ti mostri puro,
con il tortuoso ti mostri astuto.

[28] Tu salvi la gente umile,
mentre abbassi gli occhi dei superbi.

[29] Sì, tu sei la mia lucerna, Signore;
il Signore illumina la mia tenebra.

[30] Sì, con te io posso affrontare una schiera,
con il mio Dio posso slanciarmi sulle mura.


[31] La via di Dio è perfetta;
la parola del Signore è integra;
egli è scudo per quanti si rifugiano in lui.

[32] C'è forse un dio come il Signore;
una rupe fuori del nostro Dio?

[33] Dio mi cinge di forza,
rende sicura la mia via.

[34] Ha reso simili i miei piedi a quelli delle cerve;
mi ha fatto stare sulle alture.

[35] Ha addestrato la mia mano alla guerra;
ha posto un arco di bronzo nelle mie braccia.

[36] Mi hai dato lo scudo della tua salvezza,
la tua sollecitudine mi fa crescere.

[37] Fai largo davanti ai miei passi;
le mie gambe non vacillano.


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SCIENZA
Il matematico asceta
10 ottobre 2009


Non pubblicava libri, non era onnipresente in talk-show ed esibizioni varie, non straparlava su tutto senza azzeccarne una. In poche parole, non era un Odifreddi; ma era talmente grande nel suo campo, la matematica, da scoprire in anticipo il teorema che rese famoso John Nash (il matematico la cui storia viene raccontata nel film a beautiful mind)!

Sto parlando del nostrano Ennio de Giorgi, matematico italiano sconosciuto ai più, ma sempre più luminoso come figura ai miei occhi: seppe coniugare la sua prestigiosa attività di matematico con una fervida fede, vivendo quasi come un antico asceta... naturalmente, pur di non ammettere che scienza e fede possono andare benissimo a braccetto, si sono diffuse le solite calunnie sul personaggio. A tal proposito, vi riporto un'interessante articolo, tratto dalla pagina personale del prof. Francesco Maggi.

Who is trying to prove the existence of God?

It must be a quite diffused opinion among journalists and other kind of writers too, that "mathematician" makes rhyme with "mental disease". Being the subject of this kind of unhappy generalizations is of course not an exclusive of mathematicians, and after all there are much more dangerous distortions of reality one could complain about: but I shall complain anyway about the famous best-seller "A beautiful mind" by Sylvia Nasar.

That book is a biography of John Forbes Nash Jr, one of the most brilliant and original mathematician of the past century (and he is still working!). Nash has also suffered for a long part of his life of schizophrenia. A (questionable) opinion sustained in the book is that Nash's mental disease was more or less latent, and remained such, until he had to face a big delusion: one of his most important results, the one that should have granted him the Field's Medal, had been proved two years before him by an unknown Italian mathematician, Ennio De Giorgi, that published the result on an obscure Italian mathematical journal, having more or less regional diffusion.

Nasar reports that De Giorgi came from a poor family and that he had no life outside mathematics , no family of his own or other close relationships, and even later, he literally lived in his office. Despite occupying the most prestigious mathematical chair in Italy, he lived a life of ascetic poverty, completely devoted to his research, teaching and, as time went on, a growing preoccupation with mysticism that led him to attempt to prove the existence of God through mathematics.

This seems written according to the following "recipe for a perfect lie": 50% thruth, 40% distortion of thruth, 10% pure fantasy. I don't think this was done with a bad intent: more probably it was just a mixture of superficiality and of narrative needs... but I have found it really sad, mainly because one of De Giorgi's deepest legacies is in fact his point of view about the interplay between science and religion.

It is beyond the scope of this page to account correctly on De Giorgi's philosophy. In the following I have just collected some information from "Ennio De Giorgi: Anche la Scienza ha bisogno di sognare" edited by Franco Bassani, Antonio Marino and Carlo Sbordone, that is a rich source of documents mainly related to his non-scientific activity. I hope this can make some reader curious to know more.

Ennio De Giorgi was born in 1928 in Lecce, where his (wealthy) family was appreciated for its cultural effort. His father died when he was young and he grew up with his mother, his brother Mario and his sister Rosa. During all his life he remained in strict touch with them (for example, when he was honoured by the French Academy of Sciences, he refused the rich hotel that they prepared for him in order to visit Paris with his sister and the daughter of his brother, Annadina). From his family, in particular from the mother, he learned a deep religious faith, simple and concrete, of which he gave witness to others through the example of his life...

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ottobre